giovedì 12 gennaio 2012

I lavori nel giardino naturale: ammucchiare le foglie secche


 Questo è il primo di una serie di articoli in cui descriverò i lavori necessari per trasformare una zona degradata in un parco. Dove si trova e le motivazioni sono nel blog il giardino delle naiadi, perchè quando ho iniziato questo lavoro non avevo ancora un mio blog, anzi uno dei motivi per cui ho deciso di farlo è stato proprio raccontarvi di questo lavoro.
Sto togliendo le foglie secche: normalmente in un giardino naturale non si fa, perchè servono per proteggere dal freddo le piante e produrre humus, anche se a questa affermazione ci sono delle eccezioni.
A volte nei terreni degradati le foglie formano uno strato eccessivo che soffoca le piantine sottraendo luce ed aria: in questo caso conviene raccoglierle in mucchi dove si compostano e ridistribuire in seguito il terriccio che si è formato, o usarlo dove occorre in sostituzione della torba, che in un giardino ecosostenibile non si usa. Anche in caso che abbiamo alberi che producono foglie molto dure, che si degradano difficilmente, come ad esempio le querce, ogni tre anni circa è opportuno raccoglierle in primavera quando hanno assolto alla loro funzione protettiva.
Si tolgono anche quando cadono su una zona a muschio o a prato che vogliamo mantenere, se andate in un bosco noterete che i muschi sono solitamente sulle ceppaie o nei punti dove il terreno rimane scoperto, solitamente dove il vento spazza via le foglie.
Ovviamente quando rastrelliamo dobbiamo portare via solo lo strato superficiale e non quello già in parte decomposto, come si vede spesso fare, per evitare che poi la pioggia dilavi il trerreno mettendo a nudo le radici.



Il sistema più veloce per spostare le nostre foglie è metterle su un grande telo, con la carriola se ne portano poche alla volta. Poi il telo converrebbe portarlo in due, ma qui ero da solo.

 Questo è il mucchio dove le ho messe a compostare.

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